Il Lazio si mette in cammino tra abbazie, monasteri, itinerari storici e tradizioni enogastronomiche. Torna con la seconda edizione Cammini DiVini, il progetto promosso dall’Assessorato al Turismo della Regione Lazio e presentato il 15 ottobre durante e al TTG Travel Experience 2026 di Rimini. Dal 31 ottobre al 28 novembre, cinque appuntamenti attraverseranno per la prima volta tutti i territori provinciali, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e spirituale regionale e promuovere un turismo lento, sostenibile e diffuso. Ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo Elena Palazzo: “Sulla scorta del successo della prima edizione, che ha superato le nostre migliori aspettative, quest’anno rilanciamo ed estendiamo Cammini DiVini a tutta la regione, coinvolgendo tutte le cinque province. Si tratta di un progetto diffuso, capace di coniugare perfettamente spiritualità, natura ed enogastronomia. La grande partecipazione dello scorso anno ci dimostra che abbiamo intercettato una domanda di turismo lento ed esperienziale che sta crescendo. Solo in questo modo possiamo favorire lo sviluppo di tutti i nostri territori nel rispetto della loro storia e delle loro tradizioni.”
Il calendario prenderà il via il 31 ottobre dall’Abbazia di Valvisciolo, a Sermoneta, lungo la Via Francigena del Sud. Il 7 novembre sarà la volta dell’Abbazia di Farfa, nel Reatino, lungo la variante di Farfa della Via di Francesco. Il 14 novembre l’itinerario raggiungerà l’Abbazia di Montecassino, in provincia di Frosinone, lungo il Cammino di San Benedetto. Il 21 novembre spazio a Subiaco, con il Sacro Speco e il Monastero di Santa Scolastica. Chiusura il 28 novembre alla Basilica di San Flaviano, a Montefiascone, lungo la Via Francigena. Ogni tappa unirà cammini guidati e visite ai complessi religiosi, con approfondimenti dedicati alla storia e al paesaggio. A completare l’esperienza sarà il percorso del gusto, con degustazioni di vini monastici e del Lazio, curate da sommelier professionisti insieme ai produttori locali. L’iniziativa punta così a destagionalizzare i flussi turistici, sostenere le economie locali e raccontare un Lazio meno legato alle mete più conosciute, attraverso un patrimonio di luoghi, tradizioni e sapori da riscoprire.














