A Calamandrana, nel cuore del Monferrato astigiano, ADAGIO Ristorante Gourmet interpreta la cucina piemontese con uno sguardo contemporaneo, nel quale il rispetto per il territorio incontra influenze internazionali e sensibilità creative. Alla guida della cucina c’è lo chef Mario Maniscalco, protagonista di una proposta gastronomica che valorizza la stagionalità, le materie prime locali e una filosofia improntata alla filiera corta. Le radici siciliane dello chef e le esperienze maturate a Londra contribuiscono a definire un’identità culinaria personale, capace di reinterpretare i sapori della tradizione senza snaturarli. La ricerca si traduce in menu dinamici, rinnovati fino a quattro volte nel corso di ogni stagione di apertura, per seguire l’evoluzione dei prodotti e offrire agli ospiti una proposta sempre attuale.
Accanto alla cucina, un ruolo centrale è affidato alla cantina. Markus Schulz, marito di Alexa Schulte, cura una selezione di oltre 300 etichette provenienti dal Piemonte e da diverse aree vitivinicole del mondo. Una carta che riflette una precisa idea di cultura enologica: accanto ai nomi più conosciuti trovano spazio piccoli produttori, spesso legati da rapporti personali di stima e amicizia. Il vino diventa così parte integrante dell’esperienza gastronomica, occasione per scoprire territori, storie e interpretazioni differenti. L’ambiente contribuisce a definire il carattere del ristorante: 30 coperti all’interno e altri 20 posti a sedere sulla terrazza, per un’accoglienza che si inserisce nel paesaggio delle colline monferrine. Qui il ritmo del servizio e l’attenzione ai dettagli accompagnano una cucina che cerca un equilibrio tra concretezza territoriale e ricerca contemporanea.
Il percorso di ADAGIO trova riscontro anche nelle guide gastronomiche. Il ristorante è presente nella Guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso 2026 con Due Forchette, è stato inserito da Forbes Italia tra i 100 ristoranti innovativi del 2025 e figura nella selezione dei Ristoranti Radiosi del Golosario 2024-2026. ADAGIO si distingue così per una proposta che unisce cucina, vino e identità territoriale. Un progetto gastronomico nel quale il Monferrato non è soltanto lo scenario, ma il punto di partenza di un dialogo tra tradizione, stagionalità e nuove prospettive del gusto.



















