Quattro vini conquistano il massimo punteggio e il Merano WineFestival rilancia la sfida del futuro. La 35ª edizione della manifestazione, in programma dal 6 al 10 novembre 2026 al Kurhaus di Merano, si presenta con un risultato storico per i WineHunter Award Platinum e un progetto destinato a guardare oltre i confini della tradizionale rassegna enogastronomica: un osservatorio permanente per interpretare le trasformazioni del mondo del vino. Due novità che delineano la visione del fondatore Helmuth Köcher: valorizzare l’eccellenza e anticipare le evoluzioni di un settore strategico per l’economia italiana. I quattro vini premiati con 100/100, per la prima volta nella storia del riconoscimento, sono il Ferrari Perlé Trento DOC 2002, il Terlano DOC Rarity 2013, la Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1998 di Attilio Contini e il Vin Santo di Montepulciano DOC Occhio di Pernice 2012 di Avignonesi. Quattro interpretazioni di territori e tradizioni differenti, accomunate dalla capacità di esprimere identità, complessità e longevità. Dalle grandi bollicine trentine ai bianchi altoatesini capaci di sfidare il tempo, fino alla memoria enologica della Sardegna e alla tradizione toscana dei vini passiti, il riconoscimento celebra la varietà e la profondità del patrimonio vitivinicolo nazionale.
L’annuncio è arrivato durante la presentazione ufficiale al Senato della Repubblica, promossa su iniziativa del vicepresidente Gian Marco Centinaio. Al confronto hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e delle organizzazioni agricole. Il quadro emerso è quello di un comparto che continua a investire sulla qualità, ma deve affrontare sfide sempre più complesse: cambiamenti climatici, trasformazioni dei consumi, innovazione tecnologica e nuove dinamiche commerciali. È proprio da questi cambiamenti che prende forma il Merano Wine Observatory, annunciato da Köcher per il 2027. “Merano WineFestival va oltre sé stesso e dà vita a una piattaforma internazionale capace di osservare, analizzare e interpretare i cambiamenti del mondo del vino”, ha dichiarato il fondatore. La domanda al centro del progetto riguarda le prospettive del settore: «Come verrà prodotto, venduto, consumato e percepito il vino tra 5, 10 o 20 anni?». L’obiettivo è costruire una rete internazionale di produttori, esperti, operatori e istituzioni per condividere esperienze, analizzare dati e individuare in anticipo le nuove tendenze. “Vogliamo guardare al futuro”, ha sottolineato Köcher, indicando la necessità di comprendere non soltanto l’evoluzione produttiva, ma anche i cambiamenti nei comportamenti d’acquisto e nella percezione del vino. Il Festival punta così a rafforzare il proprio ruolo: non più soltanto vetrina annuale di eccellenze, ma luogo di confronto e analisi a supporto dell’intero comparto. La dimensione internazionale è confermata dai numeri della prossima edizione: 810 aziende, oltre 2.600 prodotti in degustazione e più di 100 produttori stranieri provenienti da 12 Paesi. Le sezioni Wine Italia e Wine International porteranno al Kurhaus aziende e territori nazionali ed esteri, mentre la GourmetArena ospiterà circa 150 realtà tra specialità gastronomiche, birre e distillati. Il programma sarà completato da masterclass, showcooking, incontri professionali e appuntamenti culturali dedicati alle storie e alle trasformazioni del settore. L’apertura, venerdì 6 novembre, sarà caratterizzata dal brindisi inaugurale in collegamento con Tokyo, dove debutterà la prima edizione del Merano WineFestival Japan. Nella stessa giornata si terrà il summit «Respiro e Grido della Terra», dedicato alla sostenibilità e alla ricerca in viticoltura ed enologia. In programma anche la Gala Dinner con chef della rete Teritoria, mentre martedì 10 novembre la manifestazione si concluderà con Catwalk Champagne&more, appuntamento dedicato alle bollicine italiane e internazionali. Tra riconoscimenti e nuove progettualità, Merano punta dunque a tenere insieme due dimensioni decisive: la valorizzazione delle produzioni d’eccellenza e la capacità di leggere un mercato in evoluzione. La sfida, nelle parole di Köcher, è comprendere oggi il vino di domani, preservando il legame con i territori e rafforzando la competitività internazionale delle imprese italiane.